Uno degli aspetti più importanti della gravidanza, soprattutto se la prima, è viverla in serenità ed armonia. Per le mamme vegetariane o vegane la questione è più complessa, per via dei tanti pregiudizi che ancora ci sono relativamente alla possibilità di portare avanti senza alcun rischio una gravidanza seguendo un’alimentazione basata prevalentemente o esclusivamente su cibi vegetali.

Il periodo della gravidanza e quello successivo del puerperio è il periodo dei “consigli non richiesti”, tutti si sentono in diritto di dire alla futura mamma cosa fare o non fare, certamente con l’intento di darle buoni consigli, che spesso tuttavia possono creare dubbi e insicurezza. Nelle mamme veg molto spesso questo aspetto è fortemente amplificato, il medico curante, le amiche, i parenti, i suoceri, i genitori e a volte anche il compagno, se non ha abbracciato la stessa filosofia di vita della mamma, criticano fortemente questo approccio..

Tutto questo può rappresentare una grande fonte di frustrazione e tensione.

Il modo migliore per rasserenare gli animi di tutti è affrontare la situazione con grande senso di responsabilità nel senso letterale del termine, cioè essere “abili a rispondere” della propria scelta, avendo la certezza di sapere come alimentarsi in modo adeguato e come affrontare eventuali criticità come una carenza nutrizionale, che può verificarsi in qualsiasi gravidanza, a prescindere dallo stile alimentare, o da un altro disturbo.

Consiglio di

  • Affidarsi ad un professionista della nutrizione esperto in alimentazione vegetale. É importante che abbia esperienza in questo campo.
  • Se le pressioni dei familiari dovessero essere insistenti, può rivelarsi estremamente utile un incontro presso il professionista della nutrizione scelto in compagnia dei familiari, per fugare ogni scetticismo.
  • Relativamente al ginecologo curante, può accadere di incorrere in professionisti con pregiudizi o con isolate esperienze negative pregresse con pazienti vegetariane o vegane. Si potrebbe verificare la spiacevole situazione per la quale ad un minimo e banale problema, (un valore delle analisi del sangue, piuttosto che la quantità di liquido amniotico o questioni di salute generale), fosse imputato all’alimentazione vegetale. 

Un atteggiamento poco costruttivo del vostro ginecologo, può essere fugato  includendolo nel percorso nutrizionale che si sta seguendo e chiedendo al proprio nutrizionista di rendersi disponibile ad interagire. La loro collaborazione sarà utile per risolvere possibili malintesi e mantenere la serenità di cui le mamme hanno bisogno!